Escursione dal Pantanello al Saiettaro nel Parco del Pollino

Alla scoperta dei Monti dell'Orsomarso tra foreste incontaminate e viste sul Mar Tirreno

Escursioni consapevoli e in sicurezza

Nota importante: le descrizioni degli itinerari presenti su isentieridelpollino.it hanno esclusivamente finalità informative. L’autore e i gestori del sito non si assumono alcuna responsabilità per incidenti, smarrimenti o danni derivanti dall’utilizzo autonomo delle informazioni fornite.
Per vivere il Parco Nazionale del Pollino in totale sicurezza e apprezzarne davvero il valore naturalistico, si consiglia fortemente di affidarsi a guide escursionistiche qualificate.

Caratteristiche del sentiero

Se cerchi un'avventura autentica e selvaggia, l'escursione che collega l'area di Pantanello (Verbicaro (CS)) al Saiettaro è l'itinerario perfetto. Questo percorso si sviluppa nel cuore pulsante dei Monti dell'Orsomarso, la porzione meridionale e più impervia del Parco Nazionale del Pollino. Si tratta di un trekking di media/alta difficoltà, pensato per gli escursionisti che desiderano una vera e propria full immersion in un'area wilderness incontaminata, sospesi tra fitte zone boscose.

Il sentiero si immerge in un ecosistema protetto e vibrante, che culmina nell'apertura sullo spettacolare altopiano carsico del Saiettaro. Da questa eccezionale terrazza naturale, lo sguardo spazia all'orizzonte offrendo ampie vedute che abbracciano l'azzurro della costa calabra e i profili imponenti dei principali massicci circostanti.

Foto ©Felice Lucchese "Zio Felice": Facebook

I Segreti e i Punti di Interesse del Percorso

Lungo l'intero tracciato, la natura protetta manifesta la sua magnificenza attraverso elementi unici. I fitti e maestosi boschi attraversati nella prima parte non solo creano un'atmosfera fiabesca, ma fungono anche da termoregolatore naturale, garantendo un microclima fresco e piacevole persino durante le giornate estive più calde.

La Finestra di Luce e i Pascoli del Saiettaro

Lungo il cammino, le fitte fronde dei faggi formano una galleria naturale che si apre all'improvviso su una vasta radura erbosa. Questa "finestra di luce" è il segnale visivo che la salita all'interno del bosco fitto è terminata. Subito fuori dalla vegetazione si notano arbusti bassi e schiacciati al suolo.

L'Antico Abbeveratoio e l'Analisi del Punto d'Acqua

Questo manufatto è un antico abbeveratoio per il bestiame, comunemente chiamato in ambito locale "truogolo" o "fossa". La struttura è alimentata da una sorgente naturale che sgorga direttamente dalla parete rocciosa retrostante.
La struttura in cemento si compone di due vasche rettangolari comunicanti in calcestruzzo grezzo. Ormai completamente integrate nell'ambiente circostante, le vasche mostrano evidenti segni del tempo e una fitta copertura di muschio.

Questo sito ha sempre rivestito una fondamentale importanza logistica lungo il sentiero montano di Verbicaro. Nel corso degli anni ha garantito il rifornimento idrico per i muli dei boscaioli e per il bestiame al pascolo d'alta quota, tra cui cavalli, capre e mucche podoliche.

Foto ©Felice Lucchese "Zio Felice": Facebook

L'Antica Teleferica Forestale e i Reperti di Archeologia Industriale

L'elemento mostrato nella foto è una puleggia d'invio in ferro, corredata dal suo robusto cavo metallico visibile a terra in primo piano. Questo macchinario veniva storicamente utilizzato come componente fondamentale di una teleferica forestale boschiva.
Nel territorio montano di Verbicaro, in particolare lungo i fitti boschi di faggio che risalgono verso l'area di Pantanelli e il Saiettaro, queste strutture venivano impiegate per facilitare il trasporto a valle del legname o del carbone vegetale ricavato dalle carbonaie, superando i ripidi dislivelli dei canaloni altrimenti impraticabili per gli animali da soma.

Caratteristiche del reperto

Questo genere di archeologia industriale boschiva rappresenta una testimonianza storica affascinante e frequente all'interno del Parco Nazionale del Pollino, capace di raccontare il duro lavoro dei vecchi boscaioli e dei carbonai di Verbicaro.

Foto ©Felice Lucchese "Zio Felice": Facebook

L'Inclusione Vegetale: Quando il Bosco Incorpora la Storia

Questo straordinario reperto storico mostra un cuneo o una staffa di ferro arrugginita, letteralmente inglobata dal tronco di un faggio durante la sua naturale crescita. In botanica, questo fenomeno biologico prende il nome di inclusione o inglobamento vegetale.
L'oggetto in metallo fa parte delle attrezzature storiche utilizzate nei primi decenni del Novecento per il taglio, la movimentazione e il trasporto dei tronchi a Verbicaro. Veniva conficcato profondamente nell'albero per fungere da perno statico, necessario a bloccare i cavi delle teleferiche forestali o a deviare i tronchi durante lo slittamento a valle nei canaloni ripidi del Pollino.

A seguito dell'abbandono delle attività boschive, l'albero ha continuato il suo normale sviluppo diametrale. Con il passare degli anni, il faggio ha progressivamente avvolto il metallo con i nuovi anelli di crescita e con la corteccia, intrappolandolo per sempre all'interno della sua struttura lignea.

La Fitta Faggeta di Verbicaro nel Parco del Pollino

Il sentiero che si snoda tra Pantanello e il Saiettaro attraversa una maestosa faggeta, tipica delle aree montane del Parco Nazionale del Pollino. In questo ambiente incontaminato, la luce del sole filtra a fatica tra le alte chiome degli alberi, creando un microclima fresco e umido ideale per lo sviluppo del sottobosco, dominato da un fitto tappeto di foglie secche.

Camminare tra questi fusti slanciati e monumentali permette di comprendere l'antica simbiosi tra la comunità locale di Verbicaro e la risorsa forestale. Il bosco, che un tempo era un luogo di duro lavoro per boscaioli e carbonai, oggi si è riappropriato dei suoi spazi, trasformandosi in un paradiso naturalistico per escursionisti e amanti del trekking.

Foto ©Felice Lucchese "Zio Felice": Facebook

Consigli per un'escursione sicura e responsabile

Per un’escursione sicura, pianifica con cura l’itinerario, controlla il meteo e scegli percorsi adatti alla tua esperienza. Affidarsi a guide ufficiali esperte è una scelta saggia. Durante il periodo invernale e in presenza di neve consulta Meteomont - Bollettino Neve e Valanghe. Indossa scarponi da trekking, vesti a strati e porta uno zaino leggero con acqua, snack, torcia e kit di primo soccorso. Segui i sentieri segnalati, comunica il tuo piano a qualcuno e rispetta sempre i tuoi limiti.
Scopri di più nella guida del CAI: Vivere la Montagna e consulta la checklist per lo zaino da escursionismo per non dimenticare nulla.

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Classificazione delle difficolta' escursionistiche

Per scegliere l’itinerario più adatto, è fondamentale informarsi con attenzione. Si consiglia di consultare guide escursionistiche affidabili o il Club Alpino Italiano - CAI, che forniscono dettagli utili sui percorsi e sul loro livello di difficoltà.
La classificazione dei sentieri si basa su sigle standard: T, E, EE, EEA ed EAI. Ognuna indica specifiche caratteristiche del tracciato, le competenze richieste e il grado di preparazione fisica necessario. Tieni presente che, soprattutto in ambiente montano, le condizioni possono cambiare rapidamente: queste classificazioni rappresentano quindi un riferimento indicativo, utile ma non esaustivo.

Per approfondire i livelli di difficoltà delle attività, scopri la guida ufficiale sul sito del Club Alpino Italiano (CAI)

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