Castello aragonese, Castrovillari Parco Pollino

Costruito sui ruderi di un più antico maniero nel 1490 per volere di Ferdinando I d'Aragona

L'edificazione del castello aragonese di Castrovillari risale alla seconda metà del XV, quando gli Aragonesi insediatisi sul trono del Regno di Napoli preoccupati per le rivolte interne che si verificavano in Calabria e per le incursioni piratesche che imperversavano sulle coste del Regno, furono spinti a programmare un piano di difesa. Il re Ferrante I d'Aragona dichiarò Castrovillari "Città ribelle".

Il castello, edificato nel 1490, sorge a strapiombo sulle sottostanti valli del Fiumicello e Coscile, ed era un tempo circondato da un fossato, oggi inesistente. La sua posizione permetteva a quel tempo la completa visione del territorio circostante e per la sua imponenza e morfologia della costruzione dovette apparire sin dall'inizio solido e inespugnabile, con mura alte e piccole aperture verso l'esterno. L'imponente costruzione appare al suo esterno a forma trapezoidale e al suo interno a forma rettangolare con doppio ordine di case matte ai cui angoli vi sono quattro torri cilindriche diverse tra loro per proporzioni.

La maggiore che sovrasta la cortina del castello si distingue dalle altre tre, il cosiddetto "Mastio", tristemente nota come la "torre infame" a causa delle terribili punizioni inflitte ai prigionieri che in esse venivano rinchiusi.
Si accede all'interno del castello attraverso un portale, unico ingresso, un tempo munito di ponte levatoio, sul portone una scultura fiorentina di fine 400, che raffigura lo stemma aragonese con le armi reali sostenute da due putti, sotto i quali è incisa un'iscrizione e la data di fondazione del castello.

Varcato il portale si accede ad un ampio cortile, dove vi sono gli ingressi delle varie stanze delle torri. Oggi si può visitare solo il Mastio. Nel 1519 venne venduta dall'Imperatore Carlo V a Giovanni Battista Spinelli, Conte di Cariati ed il castello continuò ad essere luogo di martirio e dolore.
Fu soprattutto durante la famosa lotta contro il brigantaggio e con il capitano Manhes, che il castello sarà teatro di orrendi crimini e misfatti. Da fortezza a "cimitero dei vivi" a carcere civile fino al 1995,la costruzione è sempre stata destinata a luogo di reclusione, per questo motivo preservato nei secoli.

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