Escursione al Monte Ciagola: Natura, Storia e Panorami del Pollino

Montagna di origine carsica

Escursioni consapevoli e in sicurezza

Nota importante: le descrizioni degli itinerari presenti su isentieridelpollino.it hanno esclusivamente finalità informative. L’autore e i gestori del sito non si assumono alcuna responsabilità per incidenti, smarrimenti o danni derivanti dall’utilizzo autonomo delle informazioni fornite.
Per vivere il Parco Nazionale del Pollino in totale sicurezza e apprezzarne davvero il valore naturalistico, si consiglia fortemente di affidarsi a guide escursionistiche qualificate.

Caratteristiche del sentiero

Descrizione escursione monte Ciagola nel Parco del Pollino

Il monte Ciagola (1464 m.s.l.m), è una montagna di origine carsica ricadente nell’area del Gruppo del Pellegrino/monti dell’Orsomarso. Prende il nome dall’area situata nelle vicinanze dello “strapiombo del palombaro” denominata ciavula (taccola): un corvide che nel dialetto locale è detto ciavula.

Il monte Ciagola, con la sua cima particolarmente impegnativa da raggiungere, è nella zona chiamata “U Cuppunu” – Cuppone - (grossa coppa) per la sua forma piramidale perfetta.

Foto ©Pollinofantastico: blog - instagram - Canale YouTube

E’ una montagna che si trova in una posizione di centralità tra il bacino della valle del Mercure e la costa tirrenica calabrese. Ricade, a nord, nel territorio del comune di Aieta mentre, il suo versante est, incassato su un suo sperone roccioso, nel comune di Papasidero. Sul monte Ciagola sono presenti resti di antiche costruzioni rurali realizzate con muratura a secco.

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Flora e fauna del Monte Ciagola

FLORA. La flora del monte Ciagola è caratterizzata, oltre i 1000 metri slm, dalla tipica macchia mediterranea tirrenica. Tra le piante d’alto fusto sono presenti faggi, alci, cerri, aceri di monte, ontani napoletani, ciliegi e peri selvatici, ginepri.

FAUNA. La fauna è caratterizzata da insetti di vario genere come specie di grilli e vespe. Presenti le talpe (fino in cima), le lepri, il lupo appenninico e il cinghiale ed, inoltre, numerose specie di uccelli: il corvo imperiale, la taccola, il falco pellegrino, la poiana e il gheppio. Estinta oramai da anni, l’aquila. Presenti varie specie di rettili come il biacco e la lucertola muraiola.

Un osservatorio naturale sul Parco del Pollino

Il panorama è di straordinaria bellezza, spazia dal mare alla montagna e racconta la storia di popoli e tradizioni. Per posizione geografica, il monte Ciagola è considerato “l’Osservatorio sul Parco” poichè dalla sua cima si possono osservare tutti i gruppi montuosi del Pollino, dal Monte La Caccia al Monte Alpi, tutte le cime fatta eccezione per l’area delle Timpe, Serra delle Ciavole, monte Sparviere e monte Sellaro; si ha la possibilità di distinguere bel 36 comuni. Lo sguardo può, inoltre, spaziare dal Massiccio del Sirino alle vette del Cilento.

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Consigli per un'escursione sicura e responsabile

Per un’escursione sicura, pianifica con cura l’itinerario, controlla il meteo e scegli percorsi adatti alla tua esperienza. Affidarsi a guide ufficiali esperte è una scelta saggia. Durante il periodo invernale e in presenza di neve consulta Meteomont - Bollettino Neve e Valanghe. Indossa scarponi da trekking, vesti a strati e porta uno zaino leggero con acqua, snack, torcia e kit di primo soccorso. Segui i sentieri segnalati, comunica il tuo piano a qualcuno e rispetta sempre i tuoi limiti.
Scopri di più nella guida del CAI: Vivere la Montagna e consulta la checklist per lo zaino da escursionismo per non dimenticare nulla.

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Classificazione delle difficolta' escursionistiche

Per scegliere l’itinerario più adatto, è fondamentale informarsi con attenzione. Si consiglia di consultare guide escursionistiche affidabili o il Club Alpino Italiano - CAI, che forniscono dettagli utili sui percorsi e sul loro livello di difficoltà.
La classificazione dei sentieri si basa su sigle standard: T, E, EE, EEA ed EAI. Ognuna indica specifiche caratteristiche del tracciato, le competenze richieste e il grado di preparazione fisica necessario. Tieni presente che, soprattutto in ambiente montano, le condizioni possono cambiare rapidamente: queste classificazioni rappresentano quindi un riferimento indicativo, utile ma non esaustivo.

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