Tecniche sportive

Tecniche di arrampicata

Uso dei piedi in arrampicata - appoggio e aderenza

La posizione dei piedi sulla roccia normalmente utilizzata in arrampicata non è quella ottimale: si usa infatti poggiare i piedi troppo di punta e con i talloni troppo alti. Per chi non conosce la tecnica questo potrà sembrare un errore di poco conto. Invece i talloni alti favoriscono una postura ben precisa che impediscono di caricare completamente i piedi.

Tecniche di arrampicata

TESTO: Sintesi di alcuni capitoli del libro "l'arte di arrampicare" di Paolo Caruso

Tecniche di arrampicata | uso dei piedi, appoggio e aderenza | arrampicata Pollino

Indispensabile è contrastare la tendenza ad appoggiare i piedi sempre sullo stesso punto, quasi come a voler verificare la tenuta della roccia, con l'intenzione di migliorare la posizione del piede. La stessa cosa va fatta anche per il movimento delle mani.

Si definisce appoggio una sporgenza della roccia che è in grado di sostenere il corpo sulla verticale dell'appoggio stesso in modo da permettere una spinta del piede dall'alto verso il basso. Eccezione fatta in presenza di un terreno strapiombante, in cui non è possibile mettere il baricentro sulla verticale degli appoggi a causa della pendenza della parete. Quando ci si trova con i piedi sugli appoggi bisogna tendere a mantenere il bacino il più possibile sulla loro verticale.

Nel caso di appoggi ampi, il principiante è portato a poggiare la maggiore superficie della suola della scarpette sugli appoggi stessi. La regola vuole, invece, che si appoggi soltanto l'avampiede (cioè la parte anteriore del piede che comprende la falangi e le articolazioni tra metatarso e falangi) anche quando l'appoggio offre uno spazio maggiore, evitando di interessare l'arco plantare ed il tallone.

Nel caso di sporgenza stretta bisogna prestare attenzione a poggiare la parte interna dell'avampiede, corrispondente all'alluce, coinvolgendo principalmente l'articolazione che collega alluce e metatarso. Man mano che si va avanti con l'apprendimento si potrà poggiare anche la parte esterna del piede, in prossimità del mignolo. In presenza di buchi e appoggi piccoli si userà la punta del piede.

E' necessario, in tutti i casi descritti, imparare a mantenere i talloni bassi e a non superare con essi il piano d'appoggio. E' importante, per questo motivo, allenare le dita dei piedi in modo da evitare di alzare troppo il tallone quando si poggia il piede di punta. Questo è un tipo di allenamento che risulta importantissimo soprattutto in previsione di piccoli appoggi. Infatti, ad una minore capacità di far forza con le dita dei piedi corrisponde una più alta necessità di tenere il tallone sollevato, che diminuisce la stabilità, affatica il polpaccio e ostacola la retroversione del bacino favorendo un affaticamento degli arti superiori.

Quindi, la corretta posizione del piede consente di scaricare adeguatamente il peso del corpo sulla roccia, che è un aspetto importantissimo dell'arrampicata.

Per quanto riguarda l'uso dei piedi in aderenza, si può dire che in questo caso il piede, privo di un sostegno adeguato per mancanza di sporgenze nette, viene poggiato su un'ondulazione o su un tratto liscio di parete, in modo che possa essere sfruttato al massimo l'attrito della suola.
Nelle tecnica dell'aderenza, allontanando il bacino dalla parete, si aumenta la capacità di tenuta dei piedi. La pressione che determina l'attrito della suola sulla roccia dipende dalla componente di spinta perpendicolare alla superficie di contatto. Questo è possibile se possiamo far presa sugli appigli.

Nei casi in cui dovremo utilizzare anche le mani in aderenza, potremo conseguire l'equilibrio ponendo il bacino sulla verticale della superficie di contatto sui piedi, ma quando l'attrito della suola non è tale da sostenerci, distribuiremo il peso su tutti gli arti interessati.

Una cosa molto importante è studiare, in particolar modo, il corretto assetto che deve assumere il corpo quando si poggiano i piedi in aderenza utilizzando gli appigli per le mani. E' necessario esercitarsi ad individuare il "momento limite" della tenuta dei piedi in aderenza, al fine di acquisire la necessaria sensibilità, ciò fa risparmiare l'energia delle braccia.

L'uso dell'aderenza presenta, senza dubbi, un'elevata difficoltà di apprendimento.
Relativamente semplice risulta imparare a posizionare il piede sugli appoggi e caricarli, migliorare la sensibilità per individuare il limite di tenuta dei piedi in aderenza e saper trovare l'esatta disposizione del bacino in questo contesto, risulta tra le cose più complesse dell'arrampicata.

ATTENZIONE: le indicazioni contenute o riconducibili a questa pagina sono state sintetizzate ed hanno unicamente lo scopo di fornire informazioni di base sulle tecniche sportive. Per un apprendimento pratico e completo delle tecniche e delle manovre affidarsi ad un istruttore o corso per sviluppare una conoscenza più approfondita e consapevole.

Fotografie di montagna di Gilberto Peroni

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