Tecniche sportive

Manovre di alpinismo - progressione su ghiaccio

Progressione su ghiaccio classica frontale

La progressione su ghiacciaio si svolge in conserva (progressione simultanea della guida ed escursionista/i), tendenzialmente con corda lunga. Il principale pericolo deriva dalla possibilità di cadere in un crepaccio e non da quella di scivolare.

Manovre di Alpinismo

tecniche di progressione su ghiaccio classica frontale | alpinismo su ghiaccio

Camminare su neve molle senza ramponi

Ambientazione

Pendii di neve in cui affondi un pò lo scarpone. Pendenze moderate: dai 20° ai 25°

Descrizione

Il pendio va salito direttamente faccia a monte e sceso direttamente faccia a valle. Necessario è la ricerca dell'equilibrio che si ottiene mantenendo il corpo perfettamente a piombo e non avvicinando troppo il busto alla montagna. I piedi vanno tenuti alla larghezza del bacino, le punte un pò divergenti (fig 1). In discesa il busto deve essere flesso in avanti evitando di essere troppo rigidi ed arretrati. Va mantenuto un passo regolare, non troppo lungo per evitare di perdere l'equilibrio e non troppo corto per evitare lo sfondamento del gradino superiore su quello inferiore.
Il ritmo di marcia va adeguato alla preparazione fisica. In caso di neve poco consistente, questa deve essere compattata prima di appoggiarsi, calcandola più volte col piede. L'utilizzo dei bastoni da sci (in un primo momento) aiuterà ad assumere una posizione più naturale col busto eretto (fig. 2). Successivamente, il movimento di arti inferiori e superiori verrà coordinato dalla piccozza su terreno più ripido.

Camminare su neve molle senza ramponi

Camminare su neve dura, senza ramponi, piedi a piatto

Ambientazione

Pendii di neve dura che si lasci intaccare sulla suola degli scarponi. Pendenze moderate, non oltre i 25°.

Descrizione

Si cammina mettendo gli scarponi di piatto in modo da lasciare sulla neve l'impronta di tutta la suola.Il corpo rimane a piombo. Il passo deve essere breve con le gambe leggermente divaricate, le punte dei piedi di poco aperte.
Si appoggiano gli scarponi con le suole parallele al pendio. Con l'aumentare della pendenza si aumenta l'apertura delle punte (piede a papera).

Discesa faccia a valle senza ramponi con scivolata controllata

Ambientazione

Pendio di neve abbastanza dura intaccabile dello scarpone, pendenza 25°, 35°.

Descrizione

Si scende piantando i talloni sulla neve; caviglie e ginocchia piegate in avanti; baricentro a piombo sui piedi e busto leggermente flesso in avanti. Per acquistare sensibilità nell'uso dei piedi e del bacino bisognerà portare, progressivamente, i piedi paralleli al pendio (rullata).
Mantenendo l'equilibrio, controllare la velocità della scivolata variando l'angolo di piegamento della caviglia: più si alzano le punte dei piedi, più il tallone frena. L'equilibrio viene mantenuto con spostamenti avanti-indietro del baricentro.
E' fortemente consigliato l'uso dei bastoncinin sia per mantenere l'equilibrio sia per darsi una spinta quando la velocità della scivolata diminuisce.

Progressione frontale con i ramponi, punte a piatto

Ambientazione

Neve dura o ghiaccio morbido, pendenze dolci.

Descrizione

Camminare con le gambe leggermente divaricate su lievi pendenze avendo cura di far penetrare nel ghiaccio tutte le punte inferiori del rampone. Con l'aumentare della pendenza ciò si ottiene aprendo progressivamente i piedi a papera e piegando le caviglie (fig. 1). Trasferire il peso del corpo sulla gamba in appoggio prima di spostare l'altra. Tra un passo e l'altro distendere il tendine d'Achille del piede in appoggio.
Il piede va appoggiato sul ghiaccio energicamente. Ad ogni passo alzare sufficientemente il piede per evitare che le punte dei ramponi inciampino nel suolo. Solo successivamente questo piede viene caricato con uno spostamento del baricentro.

In discesa

Busto flesso in avanti, gambe semiflesse leggermente divaricate, punte dei piedi leggermente aperte. Come in salita, prima di fare il passo, caricare il piede in appoggio spostandovi sopra il bacino. Caricare la pianta del piede in maniera uniforme (fig. 2).

Progressione frontale con i ramponi

Uso della piccozza in appoggio come bastone

La piccozza è composta da: puntale, manico, testa (formata da becca o lama e paletta), lacciolo.

Descrizione

Stare in piedi, braccio disteso lungo il corpo, piccozza impugnata sulla testa, la becca in avanti, il palmo della mano appoggia sulla paletta (Fig. 1). Il puntale deve entrare nella neve. Muoversi solo a piccozza piantata: piantare la piccozza, muovere due passi, piantare la piccozza, muovere due passi e così via....
La piccozza va piantata nel momento in cuila gamba opposta è in posizione avanzata. Nella progressione frontale la piccozza si impugna nella mano più comoda. In discesa impugnare la piccozza nella mano più comoda, becca a monte (Fig. 2). La piccozza deve essere sufficientemente lunga, in caso contrario specialmente in discesa evitare di piantarla ma tenerla semplicemente in mano per la testa.

Uso della piccozza in appoggio come bastone

Rimozione dello zoccolo

Con certi tipi di neve, sia senza ramponi che con i ramponi può formarsi sotto lo scarpone un fastidioso e pericoloso zoccolo di neve. Rimuovere lo zoccolo con un colpetto secco del manico della piccozza sul bordo dello scarpone dato ad ogni passo quando il piede è sollevato e la gamba è flessa. Su un pendio ripido la rimozione dello zoccolo si può effettuare battendo il tallone del rampone con lo zoccolo, sul tallone del piede appoggiato a terra. Nel momento della battuta i piedi devono formare tra di loro un angolo di 90°.

Scivolata su pendio nevoso e suo arresto

Ambientazione

Pendio di neve non troppo dura, pendenza fra i 30° e i 40°, che termina dopo qualche decina di metri con un pianoro.

Descrizione

Camminando in discesa, faccia a valle, piccozza impugnata sulla sua testa, becca rivolta a monte, sedersi, lasciarsi scivolare per qualche metro. Girarsi faccia a monte, impugnare la piccozza anche con l'altra mano lungo il manico, affondare la becca nella neve all'altezza dello sterno.
Il peso del corpo grava sulla becca che incide il pendio facendo rallentare la caduta. Le gambe vanno tenute divaricate, i piedi non devono piantarsi nella neve per evitare ribaltamenti. Durante la scivolata è importante cercare di rimanere con il capo in alto.
Sequenza: caduta sulla schiena testa in giù, ci si gira sulla pancia, facendo perno col puntale ci si porta con la testa verso monte, si inizia la frenata con la becca.

Progressione su ghiaccio classica frontale

ATTENZIONE: le indicazioni contenute o riconducibili a questa pagina sono state sintetizzate ed hanno unicamente lo scopo di fornire informazioni di base sulle tecniche sportive. Per un apprendimento pratico e completo delle tecniche e delle manovre affidarsi ad un istruttore o corso per sviluppare una conoscenza più approfondita e consapevole.

Fotografie di montagna di Gilberto Peroni

Progressione su ghiaccio

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