Attivita' e sentieri del Parco Nazionale del Pollino

Escursioni Parco Pollino

Itinerario escursione: Masseria Francomano (m 1085) / Fontana del Principe / Fosso del Vascello / Piano di Fossa / Piano di Acquafredda / Serra delle Ciavole dalla Cresta SE (m 2127)

Il percorso inizia dalla Masseria Francomano (1085 m), che si trova qualche chilometro più giù rispetto il rifugio Cai di Colle Marcione (1237 m), e prosegue lungo un sentiero immerso nella Fagosa, una delle faggete più estese del Parco Nazionale del Pollino.

Attività e Sentieri

Escursioni Parco Pollino | escursione Masseria Francomano/Serra Ciavole | trekking pollino

Trekking Parco del Pollino - Masseria Francomano (m 1085)/Serra delle Ciavole (m 2127)

Caratteristiche del sentiero

Il percorso inizia dalla Masseria Francomano (1085 m), che si trova qualche chilometro più giù rispetto il rifugio Cai di Colle Marcione (1237 m), e prosegue lungo un sentiero immerso nella Fagosa, una delle faggete più estese del Parco che tappezza la fiancata nord-orientale della Catena del Pollino dai confini del comune di Civita, fino ai piedi della Serra delle Ciavole.

Si arriva alla suggestiva Fontana del Principe (metri 1317). Dalle sorgenti di questa fontana sgorga un’acqua leggera e freschissima che regala una piacevolissima frescura durante i giorni più caldi dell’anno.

Da qui si continua verso il Fosso del Vascello. Dalla radura si entra nel bosco imboccando il sentiero che parte ad una decina di metri dal ruscello, all'estremità della radura più nascosta al di là della strada. Si esce quasi subito in un'altra radura attraversata da un ruscello; si rientra nel bosco sulla destra, percorrendo tracce di sentieri del bestiame, mantenendosi sempre vicino al corso d'acqua che, dopo qualche centinaio di metri, si attraversa con un guado fangoso.

Si risale il sentiero sulla sinistra del ruscello fino a sbucare nell'ampia e luminosa radura coparta sulla destra dal muschio e dalle erbe dei rivoli che nascono pochi metri più in alto dalle Sorgenti del Vascello. Si prende quindi la bella mulattiera che passa qualche metro a Sud-Est dalla sorgente e che conduce dopo chirca un chilometro al Piano di Fossa.

Si costeggia il piano mantenendosi nella parte più alta sulla destra fino alla stradella che si attraversa inoltrandosi direttamente nel bosco.
Spostandosi un pò sulla sinistra si trova la mulattiera che risale poi a destra fino al ripido e sassoso tratto della "Scaletta"; dopo un chilometro dal Piano di Fossa si esce sul margine dello splendido Piano di Acquafredda.
Nella parte più settentrionale del piano, in basso, si trova la Sorgente di Acquafredda, purtroppo povera e poco sicura ma buona per rinfrescarsi.

Dopo una breve visita alla Radura degli Alberi Serpente e ai due interessanti massi erratici si torna allo sbocco del sentiero della "Scaletta", si attraversa la piccola Valle di Acquafredda e si prende l'ampio sentiero che risale leggermente in diagonale la Cresta SE di Serra della Ciavole.

Raggiunto il crinale della cresta, si lascia il sentiero per inoltrarsi senza percorso obbligato nel fitto bosco sulla sinistra (breve tratto un pò fastidioso per la vegetazione intricata) fino ad uscire allo scoperto; da qui la salita si svolge senza difficoltà sempre sul crinale della cresta, inizialmente tra spettacolari pini loricati, poi tra suggestive praterie fino alle ultime rocce della vetta meridionale della serra.

Gli alberi serpente

Il Faggio, albero diritto e solenne, dominatore delle foreste del Parco Nazionale del Pollino, al Piano di Acquafredda si contorce, si piega, si rialza, s'incurva e si flette, si inarca e si slancia.
Uno sfondo di spire grigiastre evoca un intrico di serpenti raro a vedersi; suggestivo l'appellativo di Alberi Serpente dato da Giorgio Braschi. Rettili di legno nel bosco di Acquafredda, come nella foresta di Verzy, vicino Reims, in Francia.
Anche su Cozzo del Pellegrino, sia pure isolatamente, è possibile osservare faggi contorti.

Silvano Avolio ha avanzato l'ipotesi che l'orlo sud-orientale del Piano di Acquafredda sarebbe stato sottoposto nei secoli passati a ritorni periodici di inondazioni di masse d'acqua provenienti dal presistente lago, che avrebbe determinato nella parte basale dei polloni di faggio adattamenti parziali del tutto irregolari.
Un'altra ipotesi da valutare è quella da mettersi in relazione con eccezionali condizioni di persistenza dell'innevamento particolarmente accentuato in una zona come il Piano di Acquafredda, esposto a Nord-Est. Una persistenza del ghiaccio sui germogli fino a ripresa vegetativa inoltrata, potrebbe aver determinato le flessioni dei fusti.

Fotografie di montagna di Gilberto Peroni

Masseria Francomano (m 1085) - Serra delle Ciavole (m 2127)

GALLERIA FOTOGRAFICA

classificazione delle difficolta' escursionistiche

In montagna, dove le condizioni ambientali sono molto variabili, una classificazione delle difficoltà rimane comunque indicativa.